PIZZA REGINA, pizza margherita, pizza con i funghi o con le alici. Bando alle riproduzioni e ai falsi impasti. La vera pizza napoletana, da oggi, è una sola. Contro le imitazioni, ci ha pensato Bruxelles: “Quella napoletana è una specialità tradizionale garantita (Sgt), un’eccellenza alimentare, protetta cioè dall’Unione europea”. Il riconoscimento è arrivato oggi con l’approvazione di uno specifico regolamento che diventerà operativo tra venti giorni, appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione.
Tra i primi a commentare la notizia è stata la Coldiretti che ha anche reso pubblici gli ingredienti necessari per ottenere il marchio di qualità: “La pizza napoletana dovrà essere preparata con pomodoro, mozzarella di bufala dop o mozzarella Stg, olio extravergine d’oliva e origano”, e dovrà inoltre avere “un diametro non superiore ai 35 cm, il bordo rialzato (cornicione) tra 1 e 2 cm e una consistenza insieme morbida, elastica e facilmente piegabile a libretto”. Il logo europeo Stg potrà essere utilizzato solo “se il prodotto è conforme con il disciplinare di produzione”. Purtroppo però – ammette la Coldiretti – “sarà comunque possibile continuare a usare il nome di pizza napoletana anche per il prodotto non certificato”. Una tale forma di tutela è – secondo le imprese agroalimentari – del tutto insufficiente “perché non impedirà che la metà delle pizze servite nelle 25mila pizzerie italiane continui a essere preparata con ingredienti importati dall’estero” o surgelati.
Pessimismo a parte, Napoli oggi festeggia. E lo fa offrendo pizze gratis: in un’ora, nel cuore della città, ne sono state sfornate quasi 250, offerte dalla prima pizzeria che, da oggi, espone il marchio Stg. E proprio da Napoli partirà la macchina organizzativa: le pizzerie che vorranno ricevere il marchio Stg – spiega Sergio Miccù, presidente dell’Associazione pizzaioli napoletani – dovranno avanzare la richiesta che sarà valutata da una commissione.
La proposta di inserire la pizza napoletana tra le specialità “protette” è stata sostenuta dalla commissaria europea all’agricoltura, Mariann Fischer Boel. Alla base di tale azione “non solo il mio amore per la pizza napoletana”, ma anche una questione economica. “Spero – ha riferito la commissaria – che rispettando la disciplina di produzione approvata dall’Unione, i produttori di pizza napoletana siano agevolati e migliorino la loro attività”. In passato, la Boel stessa si era preoccupata di firmare un’altra proposta, quella volta a proteggere l’originalità dell’aceto balsamico di Modena. Ora prodotto di qualità certificato. L’Italia, del resto, vanta una lunga tradizione alimentare e detiene il primato europeo per certificazioni con 194 diversi prodotti e il 21 per cento del totale europeo. Tra le specialità protette ci sono lo speck dell’Alto Adige (Igp, Indicazione geografica protetta), l’olio extravergine toscano Igp, il parmigiano reggiano e il prosciutto di Parma Dop (Denominazione d’origine protetta).
